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MALLES. Il rifugio Sesvenna, 2.256 metri di quota al confine tra la Val Venosta e la Svizzera, ha scelto di andare in direzione contraria rispetto alla trasformazione dei presidi alpini in hotel a cinque stelle. Dopo un'importante ristrutturazione conclusasi a novembre e che ha richiesto lo stop delle attività per l'intera stagione estiva del 2025, la struttura gestita dai giovani Indira Habicher e Georg Messner per conto dell'Alpenverein Südtirol ha ridotto la capienza da 78 a 58 posti letto.
Come ha spiegato Elmar Knoll, vicepresidente del club alpino di lingua tedesca e coordinatore del progetto di rinnovamento, la scelta di sottrarre venti posti letto nasce dalla precisa volontà di evitare il sovraffollamento in un territorio fragile. L'intervento architettonico volutamente non ha puntato sull'aggiunta di attrattive turistiche commerciali.
La vera innovazione ha riguardato il raggiungimento dell'efficienza energetica attraverso l'eliminazione completa del gas propano, sostituito da un impianto di pannelli solari sul tetto e da un sistema termico alimentato da una centralina idroelettrica locale.


