TRENTO/BOLZANO. Il Trentino-Alto Adige è la regione italiana che offre gli stipendi più elevati nel settore della ristorazione. A certificarlo è l'Osservatorio di Restworld, piattaforma e agenzia specializzata nel mercato del lavoro della ristorazione, che ha analizzato le offerte pubblicate da aprile 2024 fino all'ultimo trimestre del 2026.

La retribuzione media per un impiego a tempo pieno raggiunge i 1.950 euro netti al mese, contro una media nazionale di circa 1.700 euro. Nell'ultimo anno gli stipendi offerti sono aumentati dell'8,6%, passando in media da 1.750 a 1.900 euro netti mensili, mentre a livello nazionale le retribuzioni sono rimaste sostanzialmente stabili.

Secondo Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld, il mercato del lavoro regionale beneficia della forte vocazione al turismo di montagna, che rende più competitive le offerte grazie a stipendi più elevati e a benefit ormai strutturali come alloggio e pasti. Resta però difficile reperire personale qualificato, soprattutto per i ruoli di cucina.

La figura più pagata è infatti il cuoco capo partita, che raggiunge una retribuzione mediana di 2.575 euro netti al mese, oltre 570 euro in più rispetto alla media nazionale per lo stesso ruolo. Un cameriere percepisce invece una mediana di 1.675 euro netti, con una differenza di circa 900 euro mensili rispetto al capo partita.

L'indagine evidenzia inoltre il forte peso della stagionalità. Il 70% delle offerte comprende l'alloggio, più del doppio della media italiana (34%), mentre il 78% dei contratti è di tipo stagionale, contro il 31% registrato nel resto del Paese. I pasti sono inclusi nel 96% degli annunci, solo il 17% richiede la conoscenza dell'inglese e ben il 96% prevede una settimana lavorativa di sei giorni, uno dei valori più elevati d'Italia.

Le opportunità di lavoro si concentrano soprattutto nelle province di Bolzano e Trento, ma anche nelle principali località turistiche come Madonna di Campiglio, La Villa, Selva di Val Gardena, Levico Terme e Passo del Tonale.

Nel quadro nazionale, basato su oltre 6.100 offerte di lavoro pubblicate fino a giugno 2026, la retribuzione media si attesta a 1.700 euro netti equivalenti al mese. Cresce anche la trasparenza: gli annunci che indicano esplicitamente lo stipendio lordo sono passati dal 7% al 53% tra aprile e giugno 2026. Solo il 23% delle offerte prevede ancora il turno spezzato, mentre il 68% propone un contratto a termine con prospettive di stabilizzazione.

Per Luca Lotterio, oggi le aziende non competono soltanto sugli stipendi, ma anche sulla qualità del lavoro offerto, puntando su turni più sostenibili, maggiore trasparenza, benefit e concrete possibilità di crescita professionale.