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ROMA. «Il patriarcato è ancora saldamente radicato nelle teste». La senatrice altoatesina Julia Unterberger, presidente del Gruppo per le Autonomie, attacca il ministro degli Esteri Antonio Tajani per le sue parole sui criteri che un uomo dovrebbe seguire nella scelta della moglie. L’intervento è arrivato durante la protesta organizzata in aula dalle senatrici di opposizione.
«Credo che Tajani non volesse offendere le donne. Ma il problema è proprio questo: non rendersi conto di quanto misogino e da Anni Cinquanta sia stato il suo discorso», afferma Unterberger. Secondo la senatrice, quanto accaduto sarebbe indicativo del livello raggiunto dal dibattito pubblico italiano e della persistenza di una mentalità patriarcale anche nel 2026.
Unterberger contesta in particolare il consiglio rivolto da Tajani al figlio: scegliere una donna «meno bella e con una gonna più lunga», perché questa garantirebbe stabilità alla famiglia e alla casa e sarebbe una buona madre. Nel ragionamento criticato dalla senatrice, le donne considerate più attraenti sarebbero invece maggiormente inclini a tradire il proprio compagno.
Per la presidente del Gruppo per le Autonomie, dunque, non basta sostenere che non ci fosse l’intenzione di offendere. «Più che scusarsi, Tajani dovrebbe riflettere sulla sua idea della donna. Siamo nel 2026», conclude Unterberger, unendosi così alla protesta delle esponenti dell’opposizione contro parole giudicate espressione di una visione antiquata dei rapporti tra uomini e donne.


