Merano. Era il 15 maggio 2017 quando Gigi Bortoli salutò questo mondo. Chissà, con il suo realismo intriso di umanità, come avrebbe saputo narrarci la sua su questi tempi di sofferenza. Questo sentiamo di poterlo dire: le sue parole garbate sarebbero state velate di speranza. Perché Gigi alla fine, magari dopo discussioni o tribolazioni, vedeva sempre il lato positivo.

Ieri, nel triennale della scomparsa, il Piccolo Teatro Città di Merano ha voluto offrire un tributo «al giornalista, all’attore, all’amico», come recita all’inizio della clip di letture Romano Cavini, regista della compagnia alla quale Bortoli fu legato a lungo. Il video è pubblicato sulla pagina Facebook “Piccolo Teatro Città di Merano Mario Tartarotti”.

«Ha raccontato Merano, i volti, gli eventi, la cultura della città come nessun altro. Musica, pittura, teatro: lui c’era sempre, immancabile. Raccontava e fotografava”. Dalle interpretazioni nelle commedie teatrali all’apparizione per il sessantesimo del “Piccolo” in cui Gigi recitò L’infinito di Leopardi, riscuotendo un lunghissimo applauso del pubblico; dalle ricerche musicali ai fiumi d’inchiostro, molti sulle colonne dell’Alto Adige, per narrare le manifestazioni, il ricordo di Cavini passa la voce alla testimonianza di Patrizio Zindaco, con cui Bortoli collaborava negli anni Ottanta a Radio Maia. E ricorda un aneddoto. Nel 2006 Gigi gli disse di aver scritto la storia degli eventi musicali meranesi dal Dopoguerra agli anni Ottanta: sarebbe diventata un ciclo di 26 puntate di “Erano solo canzonette?” trasmesse da Rai Regione. Una parte della sua eredità che Merano conserva assieme alla memoria del suo sorriso.