Merano. Gli amici, i conoscenti, chi lo ha letto, magari ci ha pure discusso, anche chi ha tanti anni sulle spalle da faticare nel raggiungere il Centro per la cultura, dove ieri pomeriggio si sono svolti due eventi che hanno in comune la figura di Gigi Bortoli: fotografo, pubblicista e cronista. La prima è stata la premiazione del miglior reportage per la rassegna di viaggi appena terminata che a Merano fa sempre rima con “On the Road Again”. E questa è la storia di oltre 35 anni con un appuntamento fisso del gennaio cittadino, quando i meranesi che hanno viaggiato nel mondo presentano le loro avventure e le avventure dei meranesi nel mondo si fermano il lunedì sera nel salotto della sala Urania di via Ortwein. Lì Gigi, con l'amico Enzo Nicolodi ancora oggi in sella alla avventura itinerante, sono tra i fondatori della rassegna tra le più antiche d'Italia nel suo genere. Il secondo motivo per il quale decine di meranesi si sono dati appuntamento alla Casa della cultura di via Cavour, ieri pomeriggio, è stata l'intitolazione della sala maggiore a Gigi Bortoli.

Il premio.

E allora, andiamo per ordine, perché la rassegna“On the Road Again” ha avuto un vincitore della seconda edizione del premio “Gigi Bortoli”. Manuel Gluderer con il suo viaggio in moto dall'Italia in Iran: otto mesi, venticinque paesi e 30.000 chilometri. Precisamente, da Coldrano fino in Iran. Insomma, vince il premio intitolato a Gigi Bortoli, assegnato direttamente dai partecipanti alle serate di viaggi, una ragazzo che ama l'avventura e le emozioni forti. Un premio che ha la “benedizione” di Urania, ma anche dell'amministrazione comunale e del circolo Est Ovest. Un viaggio, quello di Manuel, che doveva essere quello con un amico australiano già abituato a girare il mondo. Una avventura assieme a un amico mai realizzata, però, per via del decesso improvviso del suo compagno di viaggio australiano. E proprio per questo, la motivazione di partire, da solo, ma con il ricordo dell'amico nel cuore. Un viaggio che deve avere colpito il pubblico meranese, e che sicuramente avrebbe appassionato anche Bortoli. E si è sentito pure nella sala gremita, ieri pomeriggio, quando Manuel col suo italiano ironico e scanzonato ha scherzosamente riassunto una odissea al limite dell'impossibile, tra lo spettacolo della natura in Georgia o Azerbaijan, ma anche dei mille bazar visitati, o delle discussioni in una lingua indefinibile con le persone incontrate. È un viaggio, quello di Gluderer, che ha dovuto fare le gimcane tra Stati che non si amano e non permettono di attraversarsi a vicenda ma che magari condividono le stesse usanze. È passato anche attraverso un matrimonio con una ragazza iraniana, Manuel, poi terminato con un divorzio.

L’intitolazione.

E quindi, il secondo momento, breve ma emozionante, quando la moglie Barbara Lex, la sorella Teresa Bortoli e gli amici di Gigi hanno scoperto la targa a lui dedicata. «Oggi ci sono quelli che costruiscono barriere e confini, ecco, l'opposto di quello che era Gigi Bortoli», ha spiegato il vicesindaco Andrea Rossi, con un occhio girato verso la targa dedicata all’ex collaboratore dell’Alto Adige.

«Una sala dove si fanno conferenze, si fa musica, teatro, insomma, una fucina, uno scrigno di cultura che calza a pennello con la figura di Gigi», ha aggiunto Rossi. Il ricordo impresso sulla targa è una foto di Bortoli realizzata dal fotografo Gigi Sommese dal titolo “fotografo, pubblicista, cronista”, in cui Bortoli parla al microfono e con il dito indica gli ascoltatori, forse tutti quelli che lo hanno seguito per così tanti anni.