BOLZANO. «Dall’inizio dell’anno 77 donne uccise e almeno 68 sopravvissute a un tentativo di omicidio». Con questi numeri la senatrice Julia Unterberger, presidente del Gruppo per le Autonomie, richiama l’attenzione sull’emergenza femminicidi alla vigilia del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. A preoccupare, sottolinea, sono anche le nuove forme di abuso rese possibili dall’intelligenza artificiale e dall’assenza di una regolamentazione efficace della rete.
 

Sul piano normativo, ricorda Unterberger, sono stati compiuti passi avanti: l’introduzione dell’ergastolo per ogni caso di femminicidio e il principio che ogni rapporto sessuale senza consenso libero e attuale costituisce violenza sessuale attendono solo il via libera definitivo del Parlamento. Misure importanti, ma ancora insufficienti alla luce dei dati.

La senatrice richiama poi il tema dell’educazione, definito centrale per costruire una cultura del rispetto nelle relazioni. Il provvedimento approvato alla Camera introduce l’educazione affettiva e sessuale dalla scuola media e con consenso dei genitori. Una scelta che, secondo Unterberger, rischia di arrivare “tardi e male”. L’invito è a partire già dalla primaria e senza vincoli, per non escludere proprio chi proviene da contesti in cui la parità di genere non è riconosciuta o dove persiste una visione di subalternità femminile.
 

Un appello che mira a un intervento strutturale, capace di agire non solo sulla repressione ma soprattutto sulla prevenzione culturale.