LIBRI

“MISS FALLACI” E LE INTERVISTE DI ORIANA

Miss Fallaci”, la fiction Rai con Miriam Leone nei panni della grande giornalista italiana, ha ricevuto un’accoglienza tiepida dal pubblico televisivo. Personalmente le prime puntate non mi sono...



Miss Fallaci”, la fiction Rai con Miriam Leone nei panni della grande giornalista italiana, ha ricevuto un’accoglienza tiepida dal pubblico televisivo. Personalmente le prime puntate non mi sono dispiaciute. Il ritmo è buono e mi è parso che si cercasse di evidenziare come il giornalismo di Oriana Fallaci, inserito nella più vasta corrente del “new journalism” anglosassone degli anni 60-70, abbia contribuito a cambiare i canoni della professione. In ogni modo, il merito della fiction può anche essere quello di riaccendere i riflettori sulla prima produzione della scrittrice, quella appunto più giornalistica, precedente ai romanzi di successo, “Lettera a un bambino mai nato”, “Un uomo” e “Inshalla”, e al sulfureo pamphlet finale “La rabbia e l’orgoglio”, scritto di getto dopo l’11 settembre. Qui voglio consigliare un suo classico, “Intervista con la storia” (Rizzoli, 1974, poi più volte ripubblicato) che raccoglie 18 delle sue interviste più famose. Interviste che i potenti dell’epoca le rilasciavano, salvo poi spesso a rinnegarle, finanche creando veri e propri contenziosi diplomatici, come fece Hailé Selassié, Imperatore d’Etiopia.

Le interviste erano state originariamente realizzate per il periodico “L’Europeo”. Obiettivo dell’autrice: strappare all’interlocutore qualche notizia, ovviamente, ma anche capire in che cosa questi personaggi potenti fossero diversi dalla gente comune. “Io solo in rarissimi casi – spiega Fallaci nell’introduzione – ebbi la certezza di trovarmi davanti a persone nate per guidarci o per farci prendere una strada invece di un’altra. Ma quei casi riguardavano uomini che non stavano affatto al potere: anzi, lo avevano combattuto e lo combattevano a rischio della propria vita”. Gli estimatori di vecchia (e nuova) data, leggendo queste parole, non potranno non pensare ad Alessandro Panagulis, protagonista di “Un uomo”, oppositore della dittatura dei Colonnelli in Grecia e compagno della giornalista dal 1973 al 1976. Panagulis è l’ultimo degli intervistati del libro. Il primo, e all’epoca forse il più famoso, è Henry Kissinger, uno di quelli che poi si pentì di ciò che aveva detto. Fra gli altri personaggi, Golda Meir, Yassir Arafat, Indira Ghandi, Reza Palhavi, Willy Brandt (che ne esce benissimo) e due italiani, Pietro Nenni e Giovanni Leone. Leggere queste interviste, oggi, significa fare un viaggio nel tempo. E magari chiedersi: che domande rivolgerebbe oggi Fallaci a Trump?

 













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