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BOLZANO. Più turisti, ma con soggiorni che non crescono allo stesso ritmo. È la fotografia dell’agosto 2026 in Alto Adige, dove sono stati registrati 1.346.245 arrivi, in aumento del 3,7% rispetto allo stesso mese del 2025, e 6.235.012 presenze, cresciute dell’1%. A certificarlo sono gli ultimi dati provvisori dell’Astat, che confermano il peso del mese centrale dell’estate per il sistema turistico provinciale.
A cambiare in agosto è anche la geografia degli ospiti. Gli italiani rappresentano il 47,9% di tutte le presenze, superando nettamente i tedeschi, che si fermano al 33,8%. Un quadro diverso rispetto a luglio, quando il primo mercato era stato quello tedesco, con il 37,4% dei pernottamenti contro il 33,2% degli italiani. A luglio gli arrivi erano stati 1.249.793 (+5,9%) e le presenze 5.454.773 (+2,2%). Nei due mesi centrali dell’estate si contano dunque, sommando i dati mensili, quasi 2,6 milioni di arrivi e 11,7 milioni di pernottamenti.
Tra i territori resta in testa la Val Pusteria, che in agosto concentra il 31,3% delle presenze dell’intero Alto Adige e registra una crescita dell’1,6%. Segue il Burgraviato, con il 21,3% dei pernottamenti e un incremento dello 0,4%. In Val Pusteria la permanenza media scende inoltre da 5,2 a 5,1 giorni, mentre nel Burgraviato rimane stabile a 4,9 giorni.
A trainare la crescita sono soprattutto le strutture di fascia alta. Negli hotel a 5 stelle le presenze aumentano del 13% rispetto ad agosto 2025, mentre i 4 stelle segnano un +5,4% e i campeggi un +5,2%. In senso opposto si muovono gli esercizi a una stella, con un calo del 7,3%, e quelli a tre stelle, che perdono il 3,2%. Il dato arriva dopo un 2025 da record, chiuso dall’Alto Adige con 9,1 milioni di arrivi e 38,2 milioni di presenze. I numeri relativi ad agosto 2026, precisa Astat, sono ancora provvisori.


