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TRENTO. Investire nelle infrastrutture significa investire nella competitività dei territori e nel futuro dell’Europa. È il messaggio emerso dal convegno «Infrastrutture a sostegno dei territori. Le vie dello sviluppo a nord e a sud del Brennero», organizzato da Confindustria regionale Trentino Alto Adige all’Itas Forum di Trento.
Al centro del confronto la necessità di rafforzare il sistema dei trasporti lungo il corridoio del Brennero, puntando sull’integrazione tra strada e ferrovia, sul completamento del Tunnel di Base del Brennero (BBT) e delle tratte di accesso, oltre che su nuovi collegamenti in grado di alleggerire la pressione sulle infrastrutture esistenti. Le imprese hanno inoltre chiesto il superamento dei divieti unilaterali al traffico imposti dal Tirolo, ritenuti un ostacolo alla libera circolazione delle merci.
Il presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper, ha definito il corridoio del Brennero «la spina dorsale economica e sociale dell’Europa», sottolineando la necessità di soluzioni condivise tra i territori coinvolti. Sulla stessa linea il presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio, che ha ricordato come trasporti e infrastrutture incidano direttamente sulla competitività del sistema produttivo e del Made in Italy.
Tra gli interventi anche quello del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che ha indicato come strategici gli investimenti sull’A22, sul trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia e sul completamento di opere come la Valdastico. Il vicepresidente della Provincia di Bolzano, Daniel Alfreider, ha invece evidenziato il ruolo centrale del BBT e la necessità di accelerare sulla digitalizzazione e sulla decarbonizzazione del traffico stradale.
Dal mondo delle imprese è arrivato un appello a una maggiore cooperazione europea. Per Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria, il Brennero rappresenta un’infrastruttura strategica per l’intera economia continentale, mentre Thomas Baumgartner di Anita ha definito le limitazioni imposte dal Tirolo un danno economico rilevante per l’Italia e per il Trentino Alto Adige. L’obiettivo condiviso resta quello di realizzare una rete moderna, efficiente e integrata, capace di sostenere la crescita economica e migliorare la mobilità di persone e merci.


