PHOTO
BOLZANO. "Ancora una volta i soldi stanziati sono insufficienti al recupero dell'inflazione del triennio che sta per concludersi". È la posizione espressa dai segretari della Cgil altoatesina, Angelika Hofer (funzione pubblica) e Stefano Barbacetto (scuola) a proposito dei fondi messi a disposizione dalla Provincia per il recupero dell'inflazione nel triennio 2022/24.
All'ultimo incontro tra l'Agenzia provinciale per la contrattazione ed i sindacati del settore pubblico e della scuola a carattere statale si è stabilito di separare la trattativa in due tavoli distinti.
Di conseguenza i 160 milioni di euro messi a disposizione sono stati suddivisi in 41 milioni per i docenti della scuola statale e in 119 milioni lordi per tutte le altre categorie. "L'Agenzia provinciale ha cercato di chiudere il conto relativo al 2022 usando un tasso d'inflazione 'depurato dai costi dell'energia', ammontante al 5%, quando l'indice Nic, misurato dall'Astat per quell'anno nel comune di Bolzano, ammontava al 9,7%", spiegano i due sindacalisti.
Le categorie della scuola e della funzione pubblica hanno contestato questa decisione, che comporterebbe "una perdita grave e permanente" del potere d'acquisto.
"Non vogliamo che i lavoratori - così Hofer e Barbacetto - siano i soli a pagare il rincaro vertiginoso dell'energia derivante dalle passate scelte politiche belliche. Questo stanziamento può essere utilizzato come acconto e per il 2025 dovranno essere messe a disposizione tutte le risorse necessarie per chiudere i conti per il triennio ormai concluso, ma non solo. La discussione sull'aumento degli stipendi è la prima a dover essere affrontata. Alle promesse politiche devono seguire anche i fatti. È quello che si aspettano i dipendenti da tempo".


