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BOLZANO. La lunga battaglia sulla (o contro) la tassa di soggiorno e quella sul turismo si concluderà probabilmente con un compromesso: slittamento al 2014, e per quanto riguarda il contributo chiesto alle aziende (tassa sul turismo) introduzione solo se nel frattempo si dimostrerà che il sistema del finanziamento volontario non basta a finanziare il sistema di promozione turistica. Questa la proposta dell’assessore Hans Berger, che presenterà un emendamento alla legge che dovrebbe essere discussa in consiglio provinciale tra oggi e domani. Da capire se e quale maggioranza troverà in aula. Ma le categorie economiche non accettano nemmeno questa soluzione: «È una questione di principio, la Provincia deve dire no a nuove tasse. Introdurle a partire dal 2014 non serve».
Lo scontro è veramente durissimo. In anni recenti non si erano mai viste tutte le categorie economiche - albergatori, Assoimprenditori, Wirtschaftsring, Useb, Apa, Unione commercio, liberi professionisti, contadini - indire una conferenza stampa unitaria (i promotori sono stati Swr e Useb) per attaccare frontalmente la politica economica provinciale, e fare sapere che «noi non facciamo politica, ma che nel segreto dell’urna ognuno dei nostri iscritti si ricorderà di cosa sta succedendo», minaccia non troppo velata alla Svp.
Il messaggio delle categorie economiche è semplice: basta nuove tasse. Tanto più se, come in questo caso, è la Provincia che autonomamente può scegliere se introdurre o no i nuovi balzelli. Dice Christoph Oberrauch del Swr: «Quanto la situazione sia grave lo dimostra il fatto che anche i sindacati si sono uniti alla nostra battaglia». E Ivan Bozzi (Useb) rilancia: «Le aziende non devono solo creare utili, devono anche garantire posti di lavoro e la pace sociale. Con nuove tasse si mette tutto in discussione». La questione quindi va oltre la tassa di soggiorno e quella di turismo. Vengono snocciolate cifre: l’Imu raddoppierà o triplicherà le spese per ristoranti, alberghi o negozi di medie dimensioni. Gli alberghi dovrebbero aumentare del 12% le tariffe per recuperare l’Imu. E via di questo passo. E Stefan Pan conclude: «Non chiediamo regali, le agevolazioni Irap non erano un favore a noi ma uno stimolo a tutto il territorio. Con più tasse è a rischio la pace sociale. Se servono soldi per il turismo li si può prendere dal bilancio provinciale: senza tagliare personale, solo con una buona spending review che faccia spendere meglio i soldi che ci sono, a partire dal capitolo della sanità. Razionalizzare e innovare nella spesa pubblica invece che tassare».
Ma Hans Berger non ci sta a passare per quello che mette nuove tasse. «Giusto chiedere risparmi nel pubblico - replica - ma è scorretto dire che ci sono nuove tasse per le aziende. Chi pagava i contributi volontari passerà al contributo obbligatorio, non ci sono doppioni. E finalmente faremo pagare anche chi finora usufruiva dei vantaggi del turismo senza mettere nulla di suo. È una questione di equità. L’idraulico di via Resia non pagherà nulla: faremo un regolamento con cui stabilire i contributi per zone e attività. La tassa a carico dei turisti? Quella c’è in tutto il mondo».
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