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BOLZANO. «Se fosse per gli italiani i primi sei mesi dell’anno, turisticamente, sarebbero disastrosi»: a sostenerlo è il nuovo presidente degli albergatori Manfred Pinzger, che in una lunga intervista parla di cali nell’ordine del 25 per cento. Ad accusare la maggiore flessione, complice il tempo disastroso a maggio, è stata la val Pusteria, mentre in val Venosta e nel Meranese a salvare il bilancio complessivo sono stati soprattutto gli svizzeri.
Presidente, il mercato italiano sta andando davvero così male?
«Beh, diciamo che i nostri associati confidano in una rapida inversione di tendenza, altrimenti a fine anno i conti potrebbero anche non tornare. Dobbiamo investire di più e meglio per cercare di recuperare il terreno perduto. Il 25 per cento è davvero troppo. Le presenze dei tedeschi, finora, sono in linea con quelle dello scorso anno. Ma la vera sorpresa sono gli svizzeri».
Sono aumentati?
«Sì, ma per una ragione precisa. In Alto Adige cercano belle strutture e le trovano ad un prezzo conveniente rispetto a quelle offerte sul mercato a casa loro. Nel Burgraviato l’aumento è stato significativo e ci consente, almeno in quella zona, di chiudere i primi sei mesi sostanzialmente in pareggio».
Il calo sul mercato nazionale dovrebbe essere confermato anche nella stagione estiva? Ci sono proiezioni?
«Soprattutto in Pusteria, ma anche nelle vallate ladine, ci sono speranze di arrivare ad un recupero. Un aiuto potrebbe venire dai ritiri estivi delle varie società. Se il clima generale e la fiducia, a livello nazionale, dovessero migliorare cresceranno di conseguenza anche i nostri dati».
Ieri sono trapelate indiscrezioni sullo stipendio dell’ormai ex manager di Alto Adige Marketing Christoph Engl. Si parla di oltre duecentomila euro. Troppo?
«Obiettivamente no. Nel senso che Engl, assieme al suo staff, è riuscito a posizionare ottimamente la nostra provincia, come destinazione, sul mercato internazionale e avremo dei vantaggi, per quanto fatto finora, ancora per diversi anni. I buoni manager è giusto pagarli e lui, lo dico anche da albergatore, lo ha fatto».
Due mesi senza una guida potrebbero essere troppi?
«No, perché della gestione di Alto Adige Marketing si stanno occupando due dei suoi fidati collaboratori con cui ha portato avanti progetti, strategie e iniziative. Certo, nella scelta della nuova guida del turismo altoatesino dovremo fare grande attenzione».
Ritiene che riusciremo anche quest’anno ad arrivare a 27-28 milioni di pernottamenti?
«Questo è l’obiettivo e devo dire che ci sono le condizioni per confermarci. Anche mettendo in conto un calo significativo degli italiani».
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