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BOLZANO. In Alto Adige arriva la tassa di soggiorno. In base alle stime per un introito annuale sui 23-25 milioni di euro. Da decidere ancora i criteri definitivi, ovvero se un contributo sempre uguale a carico del turista, oppure diversificato in base alla qualità della struttura alberghiera o dei comuni dove si passa la vacanza. «Una tassa che c’è in tutta Europa e in 380 comuni italiani, vediamo nelle prossime settimane di trovare lo soluzione migliore», afferma il presidente dell’Associazione albergatori, Walter Meister. «Su questo tema c’è stato un gruppo di lavoro per 5 mesi che alla fine non ha trovato una soluzione unitaria. Per questo si tratta di aspettare ancora un po’ per la decisione finale», sottolinea l’assessore provinciale al turismo, Hans Berger.
Dovrebbe essere quindi definitivamente approvato a metà gennaio il cosiddetto «contributo dell'ospite», uno dei passaggi chiave della nuova legge provinciale per il finanziamento del turismo. «L'idea - sottolinea il presidente Durnwalder - è quella di diversificare il contributo in base alla categoria della struttura». «Abbiamo incaricato l'assessore competente Hans Berger - prosegue Durnwalder - di prendere contatto con le categorie interessate e di riportare il progetto in giunta provinciale per l'approvazione definitiva, che potrebbe arrivare nella seduta di metà gennaio».
La legge approvata nei mesi scorsi prevede una «forbice» compresa tra gli 0,5 euro e i 2 euro per notte e per ospite. Due i modelli in ballo: da un lato la riscossione di un contributo provinciale unico, dall'altro l'agganciamento del contributo al prezzo del pernottamento, in modo che questo non aumenti in misura troppo sensibile. «Quest'ultima è personalmente la strada che prediligo - aggiunge Luis Durnwalder - perchè non ritengo giusto far pagare la stessa cifra a chi soggiorna presso un'affittacamere e chi invece è ospite di un albergo di lusso».
Tra le ipotesi in ballo, Durnwalder cita «un contributo di 0,8 euro per affittacamere e agriturismo, un euro per alberghi da una a tre stelle, una cifra più alta, ma comunque al di sotto dei 2 euro a notte per persona, per gli hotel di lusso a quattro e cinque stelle». Il contributo dell'ospite verrà girato ai Comuni, che si impegnano a farlo confluire nel budget delle organizzazioni turistiche, le quali avranno maggiori risorse a disposizione e potranno pianificare investimenti futuri con più sicurezza e maggiore autonomia finanziaria. «All’inizio proposi un sistema unico di 50 centesimi di euro a notte, ma è la stessa legge a non permetterlo, ed in effetti c’è differenza tra la qualità del soggiorno in alberghi di categoria superiore o da un’affittacamere, o tra la vacanza in un comune oppure in un altro», chiude Meister.


