PHOTO
BOLZANO/CALDARO. Sono 89 i vignaioli indipendenti che assieme, sfruttando le sinergie e puntando sulla qualità, arrivano a produrre 2,7 milioni di litri di vino l’anno, pari al 6% dell’intera produzione altoatesina. Le bottiglie messe in commercio dagli “individualisti del vino” (sono chiamati così perchè slegati dalle potenti cantine che controllano il mercato) hanno un plusvalore riconosciuto anche dagli intenditori: «Le nostre sono aziende di famiglia in cui seguiamo personalmente tutte le fasi del processo produttivo. Piantiamo e curiamo le viti ma siamo presenti anche nella commercializzazione del vino. Solo così riusciamo a vendere vini di alta qualità e con una forte personalità», sottolinea il conte Michael Goëss-Enzenberg, tedesco trapiantato a Caldaro (dove guida la splendida tenuta Manincor), presidente dell’associazione. La prova oggettiva della qualità delle bottiglie arriva dalle più autorevoli guide d’Italia, le cui valutazioni hanno una grande importanza per il mercato e sono attese ogni anno con trepidazione dai protagonisti del settore vitivinicolo.
I premi. Una delle guide più importanti, il “Gambero Rosso” ha attribuito i «Tre bicchieri», riconoscimento di assoluto prestigio, a 9 aziende dell’associazione Vignaioli Alto Adige. «Si tratta di circa il 35% di tutti i Tre bicchieri assegnati in Alto Adige», sottolinea orgoglioso Goëss-Enzenberg. Anche per quanto riguarda la guida Espresso i risultati sono soddisfacenti, con le “Cinque bottiglie” attribuite a 10 delle nostre aziende. A queste si aggiungono i “Cinque grappoli” che Bibenda ha assegnato a 5 vini realizzati dai produttori indipendenti». Sono stati cinque i vignaioli che hanno conquistato le «Super tre stelle» di Veronelli” e tre le aziende insignite della “Corona” dalla guida “Vini buoni d’Italia”. Slow Food ha premiato 10 vini prodotti dai membri dell’associazione.
Dati e cifre. L’associazione è stata fondata nel 1999 da 12 vignaioli. Oggi sono 89: 21 di Bolzano, 7 del Burgraviato, 12 della val d’Isarco, 2 della val d’Adige, 20 dell’Oltradige, 21 della Bassa Atesina e 6 della Venosta. Coltivano 330 ettari, hanno una resa di 60 ettolitri per ettaro, producono per l’86% vini doc, 10% Igt e 4% vino da tavola. Esportano in 40 Paesi, compresi Giappone e Stati Uniti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


