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BOLZANO. Suscita nuove polemiche a Vienna l’opera della “rana verde crocifissa” di Martin Kippenberger, realizzata 35 anni fa e tornata oggi al centro di un dibattito che ricorda da vicino quello che, nel 2008, aveva animato Bolzano in occasione dell’inaugurazione del Museion. La scultura rappresenta una rana appesa alla croce, con un boccale di birra in una mano e un uovo nell’altra.
All’epoca, in città, si registrarono scioperi della fame, interventi della Diocesi, prese di posizione dal Vaticano e persino il ritiro della candidatura alle elezioni provinciali di Franz Pahl per la Svp. Una vicenda che segnò i primi mesi di vita del museo d’arte moderna e contemporanea.
Oggi la discussione si riapre a Vienna, dove l’opera è esposta al Künstlerhaus all’interno di una mostra dedicata alla tradizione iconografica cristiana e alle sue interpretazioni contemporanee. Le prime critiche sono arrivate dal partito di destra Fpö e dal suo leader Herbert Kickl, che ha contestato l’uso di simboli religiosi cristiani in chiave provocatoria.
Alla polemica si è aggiunto anche il partito popolare Övp del cancelliere Christian Stocker, che sui social ha criticato la presenza della scultura e di altre opere considerate offensive verso la religione cristiana. Il referente culturale Laurenz Pöttinger ha però precisato in seguito che la libertà artistica non può essere limitata, “finché non supera i confini della legge”, smorzando parzialmente i toni del confronto politico.


