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ROMA. «Le obiezioni di parte leghista sulla legge sul consenso appaiono sempre più assurde». La presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger, interviene così sulle critiche avanzate dalla Lega nelle ultime ore, definendo incomprensibile il nuovo orientamento del partito. «Ieri il problema erano i casi di minore gravità, oggi diventa che il consenso sarebbe un concetto troppo generico e che ci saranno eserciti di persone pronte a intasare i tribunali per ripicche personali. Ma se avevano tutti questi dubbi, perché alla Camera hanno votato a favore?».
Nel suo intervento, Unterberger ricorda che la giurisprudenza della Cassazione utilizza da anni il consenso come elemento centrale per valutare la presenza della violenza sessuale. «Non si lascia alcun spazio per vendette nei tribunali, dove, come sempre, non basterà la semplice testimonianza della vittima, ma riscontri, elementi oggettivi e analisi delle circostanze». La senatrice precisa inoltre che «non si inverte l’onere della prova, che rimane in capo all’accusa», chiamata a dimostrare l’assenza del consenso.
Un passaggio rilevante riguarda poi i cosiddetti casi di minore gravità, sui quali la senatrice chiarisce che «non cambia nulla: la norma resta la stessa degli ultimi 30 anni». Per questo motivo, appare difficile per Unterberger comprendere «le ragioni di questo repentino cambio di rotta». A suo avviso, il voto unanime espresso alla Camera aveva rappresentato «una bellissima pagina di buona politica», ora offuscata da un nuovo scontro pubblico che rischia di nuocere alla credibilità istituzionale.
La presidente conclude esprimendo rammarico per l’inasprimento del clima: “È amaro vedere come tutto sia stato offuscato, trasformando un tema che meriterebbe unità in terreno di scontro”. Il suo appello rimane quello di mantenere alta l’attenzione sulla tutela delle vittime e sulla necessità di evitare derive polemiche in un ambito così delicato.


