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BOLZANO. "È un ragazzo straordinario, con i piedi per terra, umile, con tutti quei valori fondamentali che cerchi non solo in un atleta, ma anche in una persona con cui è bello trascorrere del tempo. Lavorare con lui è un piacere".
In un'intervista al podcast di Caroline Garcia, il coach australiano Darren Cahill ha elogiato così Jannik Sinner, il numero 1 del ranking mondiale che ha pattuito una squalifica di tre mesi con la Wada per il famoso 'caso Clostebol'. "Ha attraversato un periodo difficile negli ultimi 12 mesi - ha sottolineato l'ex tennista australiano, così come riporta SuperTennis - e il nostro compito è stato quello di proteggerlo, fargli capire che non ha fatto nulla di sbagliato e che può sempre camminare a testa alta negli spogliatoi, fiero della persona che è. Questo è stato un aspetto fondamentale per noi come squadra".
"È un ragazzo molto maturo per la sua età sotto molti aspetti - ha proseguito il coach - ma resta comunque un giovane con bisogno di vivere. E questo è fondamentale: i giovani devono essere se stessi, devono poter vivere la loro vita senza che il tennis li consumi completamente. Non deve essere tutto solo tennis. Devono avere una vita al di fuori del tennis. Se fai in modo che tutto ruoti solo attorno al tennis, diventa una relazione tossica. Magari reggi per qualche anno - ha concluso Cahill - ma alla fine finirai per odiarlo".
Intanto Jannik, a Torino, come spesso gli capita perché viene seguito al J|medical, ha incontrato l’attaccante della Juventus Dusan Vlaovic. I due, quasi coetanei (Vlaovic è del 2000, Sinner del 2001), hanno pranzato insieme al J|hotel, chiacchierando per circa due ore e discutendo dei rispettivi metodi di allenamento. Poi si sono scambiati un regalo: una racchetta per Dusan e una maglia bianconera con il “9” per Jannik.


