MADRID. Jannik Sinner sta bene e la scelta di scendere in campo a Madrid non è un azzardo. Simone Vagnozzi chiarisce che, dopo Montecarlo, fermarsi troppo a lungo avrebbe rischiato di togliere ritmo in vista degli Internazionali di Roma. Da qui la decisione di proseguire sulla terra, puntando sulla continuità.

Il tecnico, in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, insiste su un concetto chiave: le partite restano il miglior allenamento. Vincere e giocare con fiducia permette di gestire meglio le energie, mentre arrivare senza ritmo può costare caro. La programmazione, comunque, sarà adattata in base al cammino nel torneo spagnolo.

L’emozione mostrata a Montecarlo ha radici profonde: il primo grande titolo sul rosso, le occasioni sfumate negli anni e la sfida con Carlos Alcaraz, oltre al calore del pubblico italiano. Un mix che ha reso speciale anche il ritorno al numero uno, traguardo considerato centrale soprattutto a fine stagione.

Vagnozzi sottolinea poi il valore delle grandi rivalità: affrontare avversari come Alcaraz, Medvedev e Djokovic spinge a migliorarsi continuamente. Quanto alla crescita di Sinner, il percorso è frutto di lavoro, visione a lungo termine e di un team solido, costruito insieme a Darren Cahill. Del quale dice: «Lui è quello più allegro, io faccio la parte del rompiballe...».

Ma il messaggio è chiaro: il numero uno azzurro non ha ancora raggiunto il suo limite.