ANTERSELVA DI MEZZO. Prima l'illusione dei due poligoni passati indenne, poi il dolore al fianco e lo stop. Tommaso Giacomel chiude i suoi Giochi a bordo pista, costretto a fermarsi proprio mentre sembrava che la sua Olimpiade stregata fosse avviata a un epilogo di gloria. Ma invece che alla festa del podio, il 25enne trentino deve sottoporsi a un'ecografia e a un elettrocardiogramma, che escludono complicazioni per il lieve malore accusato in corsa. Prima l'azzurro aveva scatenato l'entusiasmo dei quasi 16mila spettatori arrivati ad Anterselva.

Preciso al primo e al secondo poligono, si trova nel quintetto di testa con tre norvegesi e il francese Émilien Jacquelin, che corre con l'orecchino di Marco Pantani e aveva tentato una fuga da lontano in stile Pirata. Poi il quintetto diventa quartetto, Giacomel scompare dalle immagini e dai rilevamenti cronometrici. Quando ricompare, è completamente piantato. La sua Olimpiade finisce poco dopo, altri accertamenti saranno effettuati nei prossimi giorni.

"Fermarsi è devastante, ma non c'era nulla che potessi fare contro il mio corpo - racconta l'azzurro -. Non è assolutamente la fine dei Giochi che speravo, ma non mi arrenderò mai. Quattro anni volano veloci e ci riproverò in Francia".

Davanti la spunta il norvegese Johannes Dale-Skjevdal, alla prima medaglia olimpica. In questi anni in cui i norvegesi hanno sfornato fenomeni a ripetizione, su tutti i fratelli Johannes e Tarjei Boe ritiratisi l'anno scorso, Dale si è dovuto sudare il posto in prima squadra. Velocissimo sugli sci, ha trovato per la prima volta quattro poligoni perfetti (20 colpi su 20) nell'occasione della vita e nel giorno in cui tutti gli altri hanno sbagliato, in una giornata in cui Anterselva ha distribuito sole, nuvole, raffiche di vento e nevischio. Alle sue spalle si è piazzato il connazionale Sturla Holm Laegreid, cinque medaglie (nessuna d'oro) a questi Giochi. Terzo il veterano francese Quentin Fillon Maillet: nonostante quattro errori, all'ultimo giro ha raggiunto e superato il tedesco Philipp Horn.

Per il transalpino è la quarta medaglia di questi Giochi dopo tre ori e la nona considerando anche Pechino: è l'atleta francese più medagliato di sempre alle Olimpiadi, estive o invernali. Per l'Italia maschile si chiude un'Olimpiade senza medaglie, l'unico sorriso per Giacomel e Lukas Hofer è arrivato dall'argento della staffetta mista. Hofer, 36 anni e 25/o al traguardo, ha salutato Anterselva (che gli ha tributato un'ovazione) diventando il biatleta con più gare olimpiche disputate: 28, con un argento e due bronzi in staffetta mista. "Mi sono goduto l'ultimo giro salutando tutti quanti lungo la pista - ha raccontato -. Una cosa veramente emozionante, con qualche lacrimuccia, me la sono goduta".

Nicola Romanin, che ha esordito solo di recente in Coppa del mondo, ha chiuso 28/o dopo una volata col francese Fabien Claude e l'americano Campbell Wright, che lo hanno atteso all'imbocco del rettilineo finale per la gioia degli spettatori. Deciderà più avanti se continuare. Sicuramente ai titoli di coda Dorothea Wierer, che chiuderà la carriera nella sua Anterselva, davanti al suo pubblico. Per lei un'Olimpiade difficile, impreziosita dall'argento della staffetta mista. Alla partenza anche Lisa Vittozzi, leggera dopo l'oro nell'inseguimento. Entrambe proveranno a dare del filo da torcere alla superpotenza Francia.