BOLZANO. Il turismo è uno dei pilastri dell’economia altoatesina, ma la crescita del settore deve essere accompagnata da regole chiare, una gestione più efficace dei flussi e condizioni eque per tutte le forme di ricettività. È la posizione espressa dall’Unione albergatori e pubblici esercenti (HGV), che interviene nel dibattito sul futuro del comparto chiedendo di conciliare le ricadute economiche con la qualità della vita dei residenti e la tutela del paesaggio.

Secondo le stime dell’associazione, le strutture ricettive e gli esercizi della ristorazione generano ogni anno un fatturato di circa 5,15 miliardi di euro. Un contributo che, sottolinea il presidente dell’HGV Klaus Berger, va oltre il settore alberghiero e della ristorazione, sostenendo l’occupazione e creando valore aggiunto per il territorio. La sfida, secondo l’organizzazione, è fare in modo che lo sviluppo turistico rimanga compatibile con le esigenze della popolazione.

Uno dei temi centrali riguarda il turismo giornaliero, in particolare nelle località più esposte ai grandi afflussi. La situazione della Val di Funes viene indicata come esempio delle difficoltà provocate dall’arrivo di numerosi visitatori, anche attratti dalla possibilità di fotografare alcuni scorci del paesaggio. Le conseguenze, secondo l’HGV, si riflettono sulla viabilità, sull’ambiente e sulla quotidianità di chi vive nella valle.

L’associazione accoglie quindi positivamente l’iniziativa dell’assessore provinciale Luis Walcher, che punta a elaborare misure concrete per governare i flussi turistici. «A creare particolari problemi è soprattutto un turismo giornaliero non regolamentato, che genera notevoli disagi senza produrre un adeguato valore aggiunto per il territorio», evidenzia il direttore dell’HGV Raffael Mooswalder, chiedendo interventi efficaci e regole definite.

Un secondo fronte riguarda la crescita delle strutture extralberghiere e gli affitti turistici brevi. I dati riportati dall’HGV mostrano una dinamica diversa tra le varie tipologie di alloggio: tra il 2015 e il 2024, i pernottamenti nelle strutture alberghiere sono aumentati di circa il 17%, mentre quelli nelle strutture extralberghiere hanno registrato una crescita del 54%.

Una differenza che, secondo l’associazione, rende necessario considerare l’intero sistema dell’accoglienza quando si pianificano le politiche turistiche. L’HGV chiede in particolare controlli rigorosi sugli affitti brevi, per evitare che la loro diffusione contribuisca ad aggravare le tensioni già presenti sul mercato abitativo.

La richiesta è dunque quella di un modello capace di distribuire meglio i flussi, valorizzare le ricadute economiche delle presenze e assicurare condizioni di concorrenza eque tra le diverse forme di ricettività. «L’Alto Adige ha bisogno di un turismo economicamente forte, sostenuto e condiviso dalla popolazione», conclude Berger, indicando nella gestione mirata dei visitatori e nel rafforzamento del valore aggiunto locale le condizioni per uno sviluppo sostenibile del comparto.