Ritiro sociale e paura di crescere: quando i giovani decidono di "scomparire"
È il rischio maggiore dei nuovi giovani che a volte finiscono per restar fermi anni nel laboratorio domestico, dove si sperimentano poco le salite e le discese, l'ebrezza del volo e delle trasgressioni o delle inimmaginabili regressioni
Il ritiro sociale. Quando gli orrori dei tempi fanno aumentare la paura di crescere
I genitori imparino ad ascoltare i giovani
Lo psicanalista Giuseppe Maiolo: gli adolescenti quando stanno male non dicono i loro pensieri perché temono di far stare male gli adulti ma anche perché sanno che non li ascoltano. Non è un’accusa della genitorialità ma la constatazione che spesso i genitori sono in altre faccende affaccendati. Ma spesso sento dire dai ragazzi: «Vorrei qualcuno che mi ascolti!»
Sperare, energia per il cambiamento
Nelle festività gioia e tristezza
Violenza, la scuola è il primo argine
I dati Istat 2025 segnalano un'impennata di abusi contro le 16-24enni. Eppure cresce il negazionismo sulla prevenzione educativa, mentre restano ignari—adulti, insegnanti, genitori—dei rischi digitali che i minori affrontano in solitudine
I nostri figli: le dipendenze nell’adolescenza. Parla l’esperto
Il nuovo intervento di Giuseppe Maiolo, psicanalista, nel suo blog sull’Adige. Dalle droghe alle tecnologie, dal gioco d’azzardo al sesso virtuale: famiglie e scuola restano spesso sole nel tentativo di gestire un fenomeno che richiede limiti, educazione e presenza adulta
Scuola, lo stress prima del disagio: il nuovo intervento di Giuseppe Maiolo
“Urge avviare modifiche strutturali alla realtà scolastica, dove inserire tempi e spazi da dedicare alla crescita personale, allo stato emotivo-affettivo e all'autocontrollo. Ma allo steso tempo servono anche modifiche negli atteggiamenti della famiglia rispetto alla scuola e reali capacità di ascolto al servizio della crescita dei propri figli”
Sentirsi soli in adolescenza: la sfida dell’ascolto. Parla l’esperto
Sempre più adolescenti raccontano il dolore della solitudine, nonostante vivano immersi nei social e nelle chat. Serve una nuova maieutica educativa: meno risposte e più ascolto per aiutare i giovani a ritrovare legami autentici.