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BRESSANONE. Il Giardino vescovile potrebbe aprire al pubblico già il prossimo anno. Lo ha reso noto la giunta comunale, annunciando che lo studio Steiner, incaricato di elaborare dei concetti per il futuro utilizzo dell'area verde, ha presentato due progetti, uno incentrato sul tema delle mele ed un secondo sull'elemento acqua, ed ha anche predisposto un piano per fare in modo che il giardino possa aprire già dal prossimo anno, temporaneamente, fino alla realizzazione del progetto definitivo. Come? Costruendo un parco giochi con accesso controllato e sentieri in ghiaia, e sistemandovi delle panchine. In collaborazione con il Museo diocesano, poi, si potrebbero allestire mostre d'arte e, in estate, proiettare film all'aperto. Una proposta, questa, accolta dalla giunta in modo molto favorevole, fino alla realizzazione del progetto definitivo. Ed ecco i due progetti in esame: il mondo delle mele o il giardino d'acqua. La prima proposta è quella di mettere in scena il mondo delle mele con una serie di offerte di svago e di avventura, uno spazio per bambini, diversi giardini e, come attrazione particolare, una «Big Apple» come centro visitatori dove il tema delle mele venga presentato con un approccio storico e scientifico, comprensivo di una cucina sperimentale e di mostre. La seconda proposta, invece, prevede di creare un giardino d'acqua, con diverse attrazioni, piante acquatiche, elementi esotici e vasche che rimandino allo spirituale, approdi per barche nei canali nonché un'officina sperimentale sotterranea dedicata al tema dell'acqua. Tra le due proposte, è la seconda ad avere entusiasmato maggiormente la giunta. I due progetti saranno presentati ai cittadini il 4 novembre alle ore 20 alla Cusano. Il Giardino vescovile o "Pomarium" è stato preso in affitto dal Comune due anni fa, grazie ad un contratto con la Diocesi, con il preciso intento di aprirlo al pubblico e crearvi uno spazio aperto, dedicato allo svago, punto di incontro per i cittadini oltre che attrazione per i turisti. La ventilata apertura, però, aveva anche scatenato polemiche. Oltre alla costituzione di un comitato civico, contrario al progetto perchè ritenuto un rischio per il vicino Palazzo vescovile per possibili vandalismi, si erano infatti registrate voci contrarie da parte di ambientalisti, anche esponenti ecosociali allora all'opposizione, per la storicità dell'area che andava e va tutelata. Ma il Giardino va aperto, ha sempre detto la Svp, ed oggi che gli ecosociali sono in giunta si è arrivati ad un compromesso: se necessario, si arriverà ad un referendum.
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