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BRESSANONE. Il Giardino vescovile potrà essere aperto al pubblico, dopo un regolare restauro, ma nel rispetto di tre criteri imposti dall'Ufficio tutela beni artistici e architettonici: conservazione delle opere architettoniche presenti, salvo l'eventuale apertura del muro per realizzarvi un accesso, conservazione della "continuità d'uso", quindi essendo stato dal 1546 un giardino con frutteto questo va mantenuto, divieto di costruzione di edifici. Tre criteri a cui ci si dovrà attenere, poiché, come sottolinea ancora la direttrice Waltraud Kofler Engl, si tratta di un importante Insieme costituito da Palazzo vescovile e due giardini. «Non intendo polemizzare con l'amministrazione comunale, ma anzi collaborare affinchè il progetto vada in porto per la gioia di tutti i cittadini e non solo - spiega Kofler Engl - tengo però a ribadire che nel progetto di qualificazione dell'area vanno rispettati tre criteri importanti, criteri che permetteranno comunque di realizzare qualcosa di bello. Non si devono toccare le opere architettoniche, salvo eventualmente realizzare un accesso nel muro perimetrale, va conservata la continuità d'uso del giardino, e infine su tutta la superficie non si può costruire, quindi niente laghetti, canali con barchette o grandi mele. Nel giardino si potranno, ad esempio, realizzare vialetti con panchine, installare un piccolo palco per concerti, ma niente di più. Fuori dal muro, invece, magari a sud o a nord dove c'erano le serre, si potrebbe realizzare un piccolo punto di ristoro con i servizi igienici. Penso che un simile progetto, soft e inserito nell'ambiente storico, potrà piacere molto di più che un parco-evento». Tre paletti, comunque, che non piacciono al sindaco Albert Pürgstaller. Non gli piacciono, ma «in ogni caso - assicura - si cercherà di trovare una soluzione gradita a tutti, così come è accaduto per il progetto della nuova biblioteca civica». Pürgstaller, per chiarire le cose, tiene a sottolineare che i due progetti elaborati dallo Studio Steiner sono solo proposte e che prima di decidere se ne discuterà ancora approfonditamente, in giunta, in consiglio e con la cittadinanza, e semmai si ricorrerà anche al referundum. «Se fosse per la Sovritendenza si potrebbe fare veramente poco - ironizza il sindaco - Ci sono stati imposti paletti anche per la biblioteca civica, visto che si trova in una zona protetta, e nonostante tutto si è arrivati ad una soluzione condivisa. Dunque, non posso che dire basta polemiche, visto che nulla è stato ancora deciso, e garantire che attraverso il dialogo si potrà arrivare ad una soluzione che possa essere gradita a tutti, Curia e Sovrintendenza comprese. I prossimi passi? Discussione con gli esperti, in giunta, in consiglio, con la gente, e individuazione della strada da intraprendere. Poi - conclude il sindaco Albert Puergstaller - si passerà a definire il progetto, i costi di investimento e di gestione. E se non dovessimo arrivare ad un accordo, ci sarebbe il referendum».
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