BOLZANO. Basta turni di dodici ore e straordinari sistematici. Dopo l’ultimo incidente mortale nei cantieri austriaci della Galleria di Base del Brennero, il segretario generale della Fillea Cgil dell’Alto Adige, Marco Nardini, chiede di intervenire sui ritmi e sui carichi di lavoro, che il sindacato indica tra le principali cause dei gravi infortuni.

«Non si può parlare di tragica fatalità», afferma Nardini, denunciando turni che, secondo la categoria, raggiungono le dodici ore giornaliere. Il segretario richiama i rischi legati alla stanchezza e al calo di attenzione nello scavo sotterraneo. La richiesta è di applicare immediatamente anche nei lotti dell’Austria turni standard di otto ore al giorno, superando il ricorso sistematico agli straordinari. Una richiesta che la categoria avanza da tempo.

Il sindacato denuncia inoltre differenze tra i due versanti del Brennero. Secondo Nardini, sul lato italiano il controllo della filiera e il presidio sui subappalti hanno consentito di evitare incidenti mortali, mentre nei cantieri austriaci i ritmi sarebbero insostenibili e il sindacato incontrerebbe difficoltà persino nell’accesso diretto ai lavoratori.

L’appello alla società di gestione Bbt Se e alle istituzioni è di imporre un coordinamento bilaterale vincolante, eliminando le differenze normative e applicando gli stessi standard di prevenzione in ogni lotto. Per Nardini, le grandi opere che collegano più Paesi devono avere una linea politico-sindacale comune: «La realizzazione del tunnel sotterraneo più lungo del mondo non può e non deve avvenire a discapito della vita umana».