MERANO. Non solo note, strumenti e lezioni. Per le scuole di musica tedesche e ladine dell’Alto Adige il nuovo anno scolastico riparte guardando anche a ciò che sta prima e dopo l’esecuzione musicale: la valorizzazione dei talenti, il benessere degli insegnanti e la salute fisica e psicologica di chi studia e pratica musica.

È questo il filo conduttore emerso dalla giornata pedagogica inaugurale che si è svolta al Kurhaus di Merano, appuntamento che ha dato ufficialmente il via all’anno scolastico 2026/2027. A riunirsi sono stati circa 500 tra insegnanti e dirigenti delle scuole di musica tedesche e ladine della provincia.

Il nuovo anno parte quindi da una riflessione sul ruolo che queste realtà possono avere ben oltre l’insegnamento di uno strumento. «Le scuole di musica sono molto più che semplici luoghi di insegnamento», ha sottolineato l’assessore provinciale all’Istruzione Philipp Achammer, indicando nella musica uno strumento attraverso il quale bambini e ragazzi possono sviluppare non soltanto le proprie capacità artistiche, ma anche perseveranza, creatività e capacità di collaborare.

Al centro della giornata c’è stato però anche un tema particolarmente concreto: la salute dei musicisti. A parlarne sono stati il professor Bernhard Riebl dell’Università di Musica e Arti performative di Vienna e la professoressa Isabel Gabbe del Mozarteum di Innsbruck. I due esperti hanno presentato un corso universitario dedicato alla fisiologia musicale, con l’obiettivo di approfondire il rapporto tra corpo e psiche durante l’esecuzione e di promuovere modalità di studio e pratica più sane.

Un aspetto che riguarda direttamente anche gli insegnanti. La loro posizione, infatti, è centrale nel percorso di prevenzione: attraverso l’insegnamento possono aiutare gli studenti a sviluppare una corretta consapevolezza del proprio corpo e a evitare problemi legati alla pratica strumentale, senza rinunciare alla qualità delle prestazioni.

La direttrice provinciale della Scuola musicale tedesca e ladina, Alexandra Pedrotti, ha posto l’accento anche sulla motivazione e sulla salute psicofisica dei docenti, individuandole tra le questioni che devono accompagnare la quotidianità delle scuole di musica. Un approccio che sposta così l’attenzione dalla sola performance alla qualità complessiva dell’esperienza educativa.

E proprio la formazione dei talenti resta uno degli obiettivi principali. Nel suo intervento dal titolo “Flow anziché frustrazione”, il pedagogo musicale altoatesino Anton Ludwig Wilhalm ha affrontato il rapporto tra lavoro, motivazione e qualità dell’insegnamento, sostenendo la necessità di riconoscere il potenziale dei giovani e di offrire loro occasioni concrete per svilupparlo.

In questa prospettiva viene indicato come particolarmente importante anche il progetto “prima la musica”, concorso che permette ai giovani musicisti di confrontarsi e di mettere alla prova le proprie capacità in un contesto più ampio. Durante la giornata inaugurale si sono esibiti anche alcuni dei partecipanti altoatesini al concorso provinciale e nazionale.

La musica, del resto, è stata protagonista della giornata anche sul palco. Ad aprire la mattinata è stato un gruppo di 18 trombe, seguito dalle esibizioni di bambini e ragazzi della settimana musicale estiva “Musik ohne Grenzen”, dal trio di fiati “Latemar Echo” della scuola di musica di Laives/Regglberg, da un gruppo hip-hop dell’Alta Val Venosta e da altri giovani musicisti provenienti dalle scuole di musica altoatesine.

Tra i momenti più intensi, anche quello dedicato alla memoria di Georg Thaler e Clara Sattler, docenti scomparsi ai quali il coro degli insegnanti, accompagnato da un quartetto di trombe e diretto da Fara Prader, ha reso omaggio attraverso la musica.

La giornata si è conclusa con le riunioni dei diversi gruppi di specializzazione, offrendo agli insegnanti uno spazio di confronto professionale e didattico.

Il nuovo anno delle scuole di musica tedesche e ladine parte dunque con una doppia sfida: far emergere i talenti e, allo stesso tempo, insegnare a coltivarli senza trascurare il benessere di chi fa musica. Un equilibrio che, per le nuove generazioni di musicisti, può diventare parte integrante della formazione.