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Viabilità a Bolzano, piano di infrastrutture da oltre 1 miliardo

Protocollo di intesa tra Provincia, Comune di Bolzano e Autobrennero, che prevede opere per un importo superiore al miliardo di euro per la viabilità del capoluogo. Le prime opere che contribuiranno a dare una svolta alla viabilità e al sistema dei trasporti di Bolzano, come ad esempio gli attesi interventi infrastrutturali lungo via Einstein e la fermata del treno a San Giacomo, sono previste entro circa 3 anni. La parte più consistente degli interventi, per una cifra complessiva pari a 586 milioni, è a carico di Autobrennero.

Fra gli interventi a carico dell’A22 vi sono lo spostamento del tracciato cittadino dell’autostrada e la realizzazione della terza corsia dinamica tra Bolzano nord ed Egna, la riconversione a tangenziale urbana dell'attuale tracciato dell’arteria e l’adeguamento del ponte sul fiume Adige a Vadena. Per le due grandi opere i tempi di realizzazione complessivi sono stimati in 12 anni. Sono 6, invece, gli anni previsti per il rifacimento del sovrappasso autostradale presso il casello di Bolzano sud, il raddoppio del sovrappasso autostradale di via Einstein, il risanamento e adeguamento degli attuali sovrappassi autostradali di collegamento con la Mebo e via Einstein. In calendario anche il rifacimento delle barriere antirumore nel tratto cittadino dell’Autostrada del Brennero.

La Provincia si impegna da parte sua a concludere in tre anni i lavori per il sottopasso presso la rotatoria di via Galvani, per il sovrappasso di via Buozzi, e per il nuovo ponte sull’Isarco (costi per 60 milioni). Il sottopasso di via Roma (15 milioni, di cui 3,5 a carico del Comune) sarà realizzato successivamente. Entro 10 anni sarà portato a termine anche il tunnel sotto Monte Tondo che collegherà la strada per la Val Sarentino e via Innsbruck (spesa di 65 milioni).

Di pertinenza del Comune, invece, il nuovo collegamento via Siemens - via Grandi – Galleria del Virgolo e la nuova viabilità sulla via Innsbruck nel tratto tra la Galleria del Virgolo ed il bivio Merano - A22. Tempi di realizzazione previsti: 6 anni. Sono 7 gli anni, invece, che saranno necessari per la realizzazione di un percorso di trasporto pubblico in sede protetta su via Buozzi, via Pacinotti, via Galilei, via Avogadro, via Grandi e via Roma, con interconnessione alla nuova linea del tram attraverso autobus a zero emissioni. I mezzi ecologici collegheranno tra loro Laives, Bolzano sud ed il centro del capoluogo e si integreranno con la fermata ferroviaria della Fiera di Bolzano. La spesa prevista per le opere in carico al Comune è di 13 milioni di euro.

Rete Ferroviaria Italiana si occuperà invece del potenziamento dei collegamenti urbani ferroviari sulla tratta Casanova – Terlano e della contestuale realizzazione del nodo di interscambio a Ponte Adige (tram, linee autobus, piste ciclabili) nonché della costruzione della galleria ferroviaria a tre binari del Virgolo per l’ingresso indipendente della linea ferroviaria Bolzano-Merano nella stazione centrale. L’investimento complessivo sarà di circa 155 milioni e le opere saranno completate entro 8 anni. Per il capoluogo è anche molto attesa, sempre a carico di RFI, la realizzazione di nuove fermate sulla linea ferroviaria Verona – Brennero, a San Giacomo ed in altri punti nodali (viene ipotizzata, ad esempio, una fermata all’altezza di Piazza Bersaglio a Oltrisarco). La realizzazione della linea tramviaria tra la stazione di Bolzano e il nodo d'interscambio di Ponte Adige attraverso il centro storico, corso Libertà, viale Druso e un collegamento con l’Ospedale di Bolzano, sarà realizza da Strutture Trasporto Alto Adige (STA). I costi previsti si aggirano intorno ai 120 milioni. La Provincia di Bolzano prevede, infine, di investire ulteriori 62 milioni per lo sviluppo strategico della rete di trasporto pubblico e la graduale sostituzione del parco autobus con mezzi a zero emissioni.

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In duecento ad abbracciare gli alberi in val di Rabbi

In Val di Rabbi l’obiettivo era ambizioso: realizzare l'abbraccio collettivo più grande mai avvenuto sull'arco alpino tra esseri umani e alberi. Oltre 200 persone sono accorse in uno dei più suggestivi parchi protetti italiani: il Parco Nazionale dello Stelvio trentino che sta dimostrando con le idee ed i progetti concreti di essere vivo e attivo come non mai.Un appuntamento solo apparentemente originale. Le tante persone intervenute hanno confermato quanto bisogno ci sia di ritrovare il legame ancestrale tra uomo e natura. “Si sa: si ama e si rispetta solo ciò che si conosce. Negli anni, nei decenni, il rapporto con gli alberi, soprattutto per chi vive nei centri urbani, è mutato. E in qualche modo si è allentato” ha commentato aprendo la giornata di festa in Val di Rabbi Claudio Ferrari, dirigente generale Aree Protette e Sostenibilità della Provincia autonoma di Trento. “Essere riusciti a portare così tanta gente a provare l'emozione forte che i nostri avi provavano quotidianamente è un bel successo per l'amministrazione. Sono felice che siamo riusciti a instillare una piccola goccia di riflessione nella frenesia quotidiana di tutti noi: tornare ad avere un rapporto stretto con gli alberi fa bene a livello psicologico e ha un impatto positivo anche sul nostro fisico Inoltre questo flash mob è stata l'occasione per ribadire anche un altro concetto: investire in aree protette si traduce in un ritorno economico di tutto rispetto. L'esperienza della rete di parchi trentini, che coprono il 33% del territorio provinciale, insegna molto in tal senso: il valore sociale, ambientale ed economico della loro tutela è significativo anche per il sistema turistico trentino”, conclude Ferrari.