E' morta Inge Feltrinelli, aveva 87 anni

ROMA, 20 SET - E' morta Inge Feltrinelli. Fotoreporter e poi editrice che voleva cambiare il mondo con i libri: ha avuto una vita straordinaria in cui c'è la storia del Novecento italiano ed europeo. Nata in Germania il 24 novembre 1930, figlia di ebrei tedeschi, Inge Schoenthal Feltrinelli, naturalizzata italiana, era "un vero vulcano di idee, curiosità, gentilezza" come l'aveva definita Amos Oz.(ANSA).

Gallerie

LE FOTO

E' morta Inge Feltrinelli, aveva 87 anni

ROMA, 20 SET - E' morta Inge Feltrinelli. Fotoreporter e poi editrice che voleva cambiare il mondo con i libri: ha avuto una vita straordinaria in cui c'è la storia del Novecento italiano ed europeo. Nata in Germania il 24 novembre 1930, figlia di ebrei tedeschi, Inge Schoenthal Feltrinelli, naturalizzata italiana, era "un vero vulcano di idee, curiosità, gentilezza" come l'aveva definita Amos Oz.(ANSA).

Tv: Cristina Parodi, racconto Italia positiva e coraggiosa

(ANSA) - MILANO, 19 SET - "Questo è il racconto di un'Italia bellissima che è capace di affrontare e risolvere le difficoltà con tanto cuore e coraggio". Così Cristina Parodi ha presentato il programma che condurrà da domenica 23 settembre alle 17:35 su Raiuno, 'La prima volta'. Prodotto nel centro di produzione di Torino, in collaborazione con Fremantle, per la regia di Fabrizio Guttuso, il contenitore si articola in tre storie per ogni puntata, tra piccole sfide, imprese da portare a termine, traguardi da raggiungere. "Con questo programma si completa il rinnovamento della domenica di Rai1, con una prima metà un po' pop e la seconda più riflessiva - ha detto il direttore di rete Angelo Teodoli -. È un programma su cui abbiamo investito molto ed è nella linea di avvicinarsi alla gente in modo positivo". (ANSA).

Carlotta Maggiorana è la nuova Miss Italia

(ANSA) - MILANO, 18 SET - Carlotta Maggiorana, in gara con il numero 12 e con il titolo di Miss Marche, 26 anni di Cupra Marittima (Ascoli Piceno), è Miss Italia 2018. Nella volata finale a due, in diretta su La7, ha battuto Fiorenza D'Antonio, Miss Rocchetta Bellezza Campania in gara con il numero 29. Chiara Bordi, la ragazza in concorso con una protesi alla gamba sinistra in seguito ad un incidente in motorino, ha sfiorato il titolo. La 18enne di Tarquinia si è classificata al terzo posto. Francesco Facchinetti, che a Milano ha condotto la finale insieme a Diletta Leotta, si è rivolto agli haters che sui social hanno insultato la ragazza dicendo loro: "Siete dei deficienti".

Incassi, Mamma mia! Ci risiamo in vetta

ROMA, 17 SET - E' sempre Mamma mia! Ci risiamo, sequel-prequel del blockbuster ispirato all'omonimo musical sulle note degli Abba che incassò 10 anni fa oltre 600 milioni di dollari nel mondo, a detenere la vetta del box office del week end secondo Cinetel: 676.251 euro, 2.518.151 in due settimane. Stabili al secondo posto i vampiri di Hotel Transylvania 3: una vacanza mostruosa, che ottengono 638.515 euro, 11.468.457 euro totali. Terzo e quarto gradino per due new entry: The Equalizer 2 Senza perdono che registra 594.179 euro e Gotti - Il Primo Padrino di Kevin Connolly con John Travolta nei panni dell'ultimo boss mafioso a capo della famiglia Gambino, con 530.529 euro. Quinto posto per Mission Impossible - Fallout con 472.005 euro (4.649.053 totali). Top ten chiusa da altre tre new entry: al numero otto Un affare di famiglia (236.065), seguono Sulla mia pelle (200.204), La profezia dell'armadillo (147.061). Totale incassi top ten 4.149.761 euro, -53,19% rispetto allo stresso periodo del 2017 (8.864.906). (ANSA).

Tutto pronto per gli Emmy

(ANSA) - LOS ANGELES, 16 SET - A poche ore dalla cerimonia degli Emmy, in programma nella notte tra lunedì 17 e martedì 18, Hollywood è in fermento come di solito accade solo nella settimana degli Oscar. Il fatto è che ormai non c'è più gerarchia fra cinema e televisione e così i premi che a settembre incoronano il meglio del piccolo schermo sono diventati importanti almeno quanto quelli assegnati per il cinema. Chi vincerà questa edizione degli Emmy? I titoli della categoria miglior dramma sono tutti potenziali numeri uno: The Americans (FX), alla sua quinta e ultima stagione, avvincente e storicamente accurato racconto dell'America della Guerra Fredda, The Crown di Netflix, altrettanto accurato racconto della vita a corte della Regina Elisabetta II d'Inghilterra, il popolarissimo fantasy Il trono di spade (HBO in Italia su Sky), la favola distopica di The Handmaid's Tale (Hulu/Tim Vision), il sentimentale This is Us in Italia trasmesso da Fox e Stranger Things (Netflix). (ANSA).

Cinema: Muti, donne dovrebbero unirsi e governare

ROMA, 15 SET - "Io sono stata a vivere e lavorare in America, e non mi è mai capitato di andare nella suite di un produttore. Sarà che ho avuto un padre napoletano, sono stata attenta, sono cresciuta sapendo che è meglio non avventurarsi nel bosco sapendo che c'è il lupo. La consapevolezza è importante". Parola di Ornella Muti, ospite ieri a Bari del CineCocktail Apulia Edition, dove ha parlato della sua carriera ma anche della società di oggi. "Stiamo vivendo un momento di m...a - dice nella conversazione con il direttore artistico della rassegna, Claudia Catalli -. Sempre più ragazze vengono assalite e violentate. La colpa è del lupo, cioè dell'uomo. Dobbiamo proteggerci e avere una società che ci protegga, ma anche insegnare ai nostri figli maschi a rispettare le donne, fargli capire che non vanno 'usate'. E' inutile mettere un hashtag, c'è la realtà di tutti i giorni". Qualche mese fa l'attrice ha vinto il Ciak d'oro con la serie Sirene: "Stare su un set al femminile mi ha confermato la convinzione che una società governata di donne sarebbe di gran lunga migliore. Hanno governato finora solo gli uomini, e il risultato qual è? È ora che le donne si uniscano, aiutiamo questi ragazzi". Sirene "è stato uno dei pochi progetti che ha dato grande spazio alle attrici. Sono contenta sia andato bene. E' stata un'avventura straordinaria, la rifarei mille volte. L'atmosfera era bellissima, di complicità. Io poi non ho mai vissuto rivalità con le donne, è solo un limite. Il nostro è un lavoro in team, il divismo lo trovo inappropriato". Ripercorrendo la sua carriera, con clip dei suoi film, ricorda Ugo Tognazzi come "un fratello maggiore, sensibile, attento, divertente, e generoso. Lo dico con il cuore perché mi sembra sia uno degli attori che negli ultimi tempi venga maggiormente dimenticato. E mi dispiace molto, con lui mi sono sempre sentita al sicuro". Adriano Celentano (con cui conferma, rispondendo a una domanda dal pubblico, di avere avuto una storia) "quando ci ho lavorato, era molto divertente". Carlo Verdone "è un grande regista, rende tutto un divertimento, anche perché scherza facendo il serio. Rilavorerei subito con lui". Dino Risi "l'ho sempre temuto". Mario Monicelli "lo ammiravo moltissimo, sapeva quello che voleva, e viveva secondo i suoi ideali". Francesco Nuti "mi ha regalato dei ruoli molto belli e diversi". A chi le chiede chi consideri sua erede, risponde: "ci sono tante giovani attrici favolose, come Denise Tantucci, Valentina Bellè, Miriam Leone, Valentina Lodovini... ma il concetto di erede non mi piace, ognuna di noi deve avere il suo carattere". Gli uomini "li ho idolatrati e idealizzati, ho voluto credere nel principe azzurro e questo mi ha annebbiato la vista. Mi hanno fatto del male? Forse, ma li ho armati io. Oggi mi domando se riuscirei ad avere un compagno". Non parteciperebbe a un reality: "Credo sia un format spinto, ti mettono in condizioni di disagio, di star male. Trovo senza senso andare su un'Isola tanto per mostrare il fondoschiena, a far finta di avere fame quando magari dall'altra parte dell'isola, c'è chi soffre davvero. Apprezzerei invece un reality in cui gli attori venissero spediti in India ad essere davvero utili per gli altri. L'unico che apprezzo è Pechino Express, dove almeno bisogna mostrare le proprie capacità". E' appena tornata da Mosca dove ha debuttato in teatro "con uno show eclettico (intitolato The Crystal palace, ndr), che unisce balletto con ballerini del Bolshoi, dramma, opera e allegorie... meraviglioso". (ANSA).

Arte: Caravaggio-Rembrandt, a Brera scambio capolavori

(di Federico Pucci) (ANSA) - MILANO, 14 SET - 'La Cena in Emmaus' del Caravaggio saluta Brera e si dà il cambio con 'La Cena dei pellegrini in Emmaus' di Rembrandt, proveniente dal Musée Jacquemart-André di Parigi, che sarà alla Pinacoteca fino al 24 febbraio 2019. L'opera del Caravaggio, uno dei quadri simbolo di Brera, è stata smontata e imballata questa mattina, alla presenza della stampa e sotto gli occhi del direttore James Bradburne e del restauratore Andrea Carini. Carini accompagnerà il dipinto, per assistere al trasporto e all'allestimento nella mostra 'Caravage à Rome. Amis et ennemis'. Al suo ritorno, a fine gennaio, il Caravaggio e il Rembrandt saranno esposti insieme per tre settimane: "Quando sono arrivato, ho detto che mi sarei rifiutato di gonfiare il numero dei visitatori con mostre temporanee blockbuster, perché sono senza spirito, il museo diventa solo un contenitore: il dialogo tra opere è la nostra risposta a questo tipo di iniziative", spiega Bradburne. Secondo il direttore lo scambio rispetta i parametri essenziali per il prestito, a cominciare dalla tutela: "Se l'opera è a rischio, il no è categorico: spostare Raffaello o Piero della Francesca sarebbe tradire l'obbligo di tutela". Le condizioni del Caravaggio, restaurato nel 1978 e andato in prestito l'ultima volta tre anni fa, sono state definite ottime. Garantita da una polizza da 120 milioni di euro a carico del museo francese, la tela ha le protezioni del caso: una cornice da viaggio che assorbe le sollecitazioni meccaniche; un telo di Tyvek a basso attrito e semitraspirante; un imballaggio con tre strati di schiume sintetiche a diverse densità; un contenitore a condizioni climatiche controllate. L'opera viaggerà quindi a bordo di un camion con climatizzazione e ammortizzatori speciali.

Tv: La vita promessa, Ranieri madre migrante a New York

Il copione di La vita promessa, la serie in 4 puntate in onda su Rai1 dal 16 settembre, è arrivato a Luisa Ranieri mentre era incinta della sua seconda figlia. "E' uno di quei ruoli che ogni attrice vorrebbe interpretare. Tante sfumature femminili in un un unico ritratto, grandi sentimenti, grandi temi come la famiglia, l'emigrazione, la fame, la vergogna. E' il personaggio che forse ho amato di più della mia carriera, bellissimo perché a tutto tondo, mai scontato". Così l'attrice napoletana, protagonista della fiction (in onda il 16 e 17 settembre le prime due puntate su Rai1 poi il 24 settembre e il 1 ottobre le successive) che racconta la storia di una famiglia di siciliani nella New York del proibizionismo. Luisa Ranieri è Carmela, che per sottrarsi alle prepotenze di un sorta di stalker dell'epoca ossessionato da lei e senza scrupoli, Vincenzo Spanò, che ha il volto di Francesco Arca, si sposa per procura, dopo l'omicidio del primo marito, padre dei suoi cinque figli, e va in America per dare un futuro alla propria famiglia. E sul piroscafo la sua vita si intreccia con quella di un gentiluomo, Mr Ferri (Thomas Trabacchi) - prima di imbarcarsi fa sosta a Napoli dove incontra Assunta Moggi (Lina Sastri), una donna burbera dall'animo buono che affitta camere a migranti in attesa di risolvere problemi coi documenti per poter partire anche loro - e una giovane prostituta (Miriam Dalmazio). I copioni sono opera postuma di una delle più note e apprezzate sceneggiatrici della tv italiana, Laura Toscano (Commesse, Il maresciallo Rocca) con Franco Marotta. La revisione della sceneggiatura è di Simona Izzo. "Carmela è una 'madre arcaica' - osserva Thomas Trabacchi - una figura di cui dovremmo riappropriarci culturalmente perché, se ci guardiamo indietro e sappiamo chi siamo stati, potremo capire dove stiamo andando". Nel cast della miniserie (una coproduzione Rai Fiction e Picomedia, prodotta da Roberto Sessa), anche Primo Reggiani e Cristiano Caccamo. La serie, ha aggiunto Ranieri, "racconta una storia di immigrazione e disperazione, che parla dei migranti di allora non dimenticando la tragedia di quelli di oggi". Poi, tornando sul suo personaggio, aggiunge: "Questa madre ha zone grigie. Ha un rapporto conflittuale con il primogenito Rocco, ad esempio. E' una donna che, nella gestione della famiglia, vuole vivere la vita degli altri. Questo non è un cliché. Non è la solita mamma da fiction". "Racconta del nostro passato finendo per parlare del presente". La storia è quella di una famiglia di siciliani nella New York del proibizionismo e della grande crisi del '29, che parte dal dolore di un Sud misero e violento ed approda ai tepori domestici e alle seduzioni della famosa Little Italy, il sobborgo dell'emigrazione italiana a Manhattan. Saga familiare, racconto di "gente comune", realismo, epica, gangster movie si fondono in una ricetta di taglio classicamente melodrammatico, "con al centro una madre dal temperamento vulcanico - insiste Ranieri - che non è un personaggio buono a tutti i costi". L'avventura di Carmela s'intesse a doppio filo con quella di un'altra donna, Rosa (Dalmazio), una prostituta di origine siciliana che si sposa per procura col figlio: "E' proprio la mamma a combinare l'inganno, per assicurare a Rocco una moglie, finendo per infliggere però a Rosa lo stesso destino, se non forse più amaro, che era toccato a lei". "L'aspetto che più mi ha colpito - aggiunge il regista Ricky Tognazzi - per accettare questa sfida è stato senza dubbio il luminoso riflesso dell'attualità, in questa storia. Dodicimila migranti al giorno arrivavano a Ny. In un'epoca in cui oggi il nostro paese ad essere diventato, per molti popoli provenienti dall'Africa, la porta principale per quella terra promessa che oggi si chiama Europa, è arrivato per noi il momento forse di ringraziare". Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, nota: "E' una storia legata alle nostre radici che ci racconta come eravamo, quasi un secolo fa, chi erano gli italiani che migravano e andavano a cercare la ricchezza in un altro Paese. Racconta il coraggio di andare avanti, di non cedere, di credere nella possibilità di cambiare, la forza della famiglia, la ribellione al sopruso, la tradizione matriarcale, la condizione dei migranti. Racconta tanto, in controluce, del nostro presente. Ma anche una storia che diventa Storia. Il contesto del Sud, la povertà di tanti e il sopruso dei più forti, la migrazione italiana in America, gli anni Venti, il crollo di Wall Street, la Mano Nera e la mafia italiana". 'La vita promessa', che attraverso la distribuzione di Rai Com è già stata venduta in Giappone, Usa e America Latina, si svolge nell'arco di nove/dieci anni e va dal 1921 al 1930, passando attraverso la crisi finanziaria americana del '29.

Tv: La vita promessa, Tognazzi, un tempo migravamo in massa

ROMA - "E' una storia domestica, vicende ordinarie sorrette dalla storia con la S maiuscola. E che riflette anche la storia di oggi. All'epoca arrivavano a New York 12 mila immigrati al giorno. Noi italiani eravamo la feccia ma venivamo accolti. Dobbiamo dare qualche cosa agli altri, ora, è il momento di pagarlo questo debito. Luisa Ranieri con questo ruolo a mio avviso ha superato se stessa". Il regista Ricky Tognazzi descrive così 'La vita promessa', 4 prime serate su Rai1 (in onda il 16 e il 17 settembre le prime puntate, poi i lunedì successivi). E' la storia di Carmela (Ranieri), una madre dal forte temperamento alla fine degli anni Venti lascia la Sicilia per l'America dove spera di dare ai suoi cinque figli un futuro migliore. Quattro puntate in cui Tognazzi ricorderà agli italiani che siamo stati migranti anche noi, attraverso la vicenda di Carmela, che parte alla volta di New York, fa tappa a Napoli accolti da Assunta (Lina Sastri) "burbera dall'animo buono", che affitta le stanze ai disperati in partenza per la terra promessa. Nel cast della miniserie (una coproduzione Rai Fiction e Picomedia, prodotta da Roberto Sessa), anche Francesco Arca, Thomas Trabacchi, Miriam Dalmazio, Primo Reggiani, Cristiano Caccamo.